Statuto

Con la legge 142 dell’8 giugno 1990, tutti i Comuni sono obbligati a darsi uno statuto per la propria buona amministrazione e, fra le tante disposizioni, vi è il diritto-dovere di avere un proprio stemma, un proprio gonfalone ed un proprio sigillo, riconoscimento che deve essere posteriore al 1861, nascita dello Stato Italiano. Da studi ed accertamenti, si è venuti a conoscenza che lo stemma (considerato per anni del Comune di Matrice) non è storico. Tutti i matriciani ricorderanno le tre spighe di frumento color d’oro sulla terra. Per anni hanno pensato che quelle spighe stavano a rappresentare il frutto dei loro sacrifici e quel pugno di terra testimoniava la loro origine semplice e genuina. Ma, le notizie circa questo stemma risalgono all’anno 1949.
Nell’Archivio Storico Comunale, infatti, è stato rinvenuto un documento in cui la Prefettura di Campobasso sollecitava l’invio della delibera del Consiglio Comunale di Matrice, nonchè un bozzetto a colori, per la concessione sia dello stemma che di un gonfalone. Per il mancato invio della deliberazione consigliare, la pratica si arenò e il decreto non fu mai emesso.
Quindi, consigliato dall’Ufficio Araldico, L’Archivio di Stato di Campobasso ha fatto, in questi ultimi anni, ricerche e ha reperito, fra la documentazione antica di Matrice, un dispaccio del 1809 su cui è posto un sigillo che reca in “campo”, del quale ovviamente (per la inchiostratura) non risulta lo “smalto”, una grande “M” iniziale del Comune.
Considerato che lo stemma antico deve prevalere su qualsiasi stemma di più recente adozione e, inoltre, per la semplicità, che è una delle caratteristiche fondamentali dei migliori stemmi, l’Ufficio Araldico ha dichiarato questo antico sigillo di ottimo livello e lo ha proposto per il nuovo stemma, che dovrà avere questi requisiti:  Una corona da comune argentata;
La “M” sarà smaltata d’oro; Il “campo” di azzurro; Le fronde di alloro di verde con le bacche d’oro; Le fronde di quercia di verde con le ghiande d’oro; Il nastro tricolore.