Matrice
è un paese tranquillo e laborioso; consta di due
bar, quattro negozi alimentari, due macellerie, un panificio,
un mulino elettrico, un consorzio agrario, due falegnamerie,
tre officine meccaniche, due negozi d'arredamento, un negozio
di articoli casalinghi, un servizio di parrucchieria, una
rivendita di tabacchi e giornali,
la lavanderia, una tipografia, un'azienda familiare che lavora
vasellame in cemento, tre aziende agricole per l'allevamento dei
pulcini e una per l'allevamento di rane; un'azienda per la lavorazione
del latte e una serra per la coltivazione dei funghi.
Due ditte distribuiscono le acque minerali, ci sono alcune aziende
edili, una rivendita di materiale edilizio e una ditta di pompe
funebri.
Sembrano poche le aziende e i negozi, ma sono sufficienti, se
si pensa che la grande città è a soli 10 chilometri
e, ogni giovedì, in paese, lungo la via principale, si
tiene il mercato settimanale.
Sono scomparsi, invece, i frantoi, di cui si faceva menzione in
una prima descrizione di Matrice.
Negli anni Settanta molti giovani matriciani, attratti dai miraggi
della società del benessere, andarono a tentar fortuna
nelle grandi città del Nord Europa e d'Italia.
In questi ultimi anni i matriciani si sono dedicati, anche, alla
coltivazione del tabacco.
Tutto ciò che i contadini producono è frutto del
loro lavoro, dello sforzo, per rendere coltivabile ogni pezzo
della loro terra e della tenace lotta contro gli agenti atmosferici,
quali la siccità, quando il terreno avrebbe bisogno, invece,
di molta acqua; o le piogge improvvise (al momento della mietitura
del grano), che rendono, quindi, impossibile il raccolto; o della
dura lotta contro la grandine, che distrugge, in un momento, le
viti, ecc.
Da sempre il contadino matriciano ha dovuto lottare e lotta,
ancora, contro i capricci del tempo.
Oltre a sfruttare la terra, per avere prodotti genuini,
il matriciano si dedica, anche, ad allevamenti di vari animali:
mucche, capre, pecore (che forniscono non solo lana, ma
anche carni saporite e tutta una gamma di squisiti e teneri
formaggi), maiali (le cui carni vengono affumicate, per
conferire maggiore conservazione), tacchini (che beccano
in continuazione le foglie tenere dell'ortica, di cui la
terra matriciana è piena), conigli e polli (che razzolano
e saltellano, per lunghi mesi sull'aia, prima di finire
allo spiedo);
il matriciano si dedica, anche, all'allevamento di api,
per la produzione di ottimo miele.
Il contadino, oggi, non si serve più, come una
volta, degli asini, dei muli o dei buoi, per i suoi lavori
in campagna; si serve, invece, delle apparecchiature meccaniche
(trattori, falciatrici, trebbiatrici, motozappe, ecc.).
Sono pochi quelli che utilizzano un asino,
come mezzo di trasporto; Ora, al mattino, è possibile
vedere i contadini, motorizzati, avviarsi verso le campagne,
che possono, quasi tutte, essere raggiunte agevolmente,
perchè sono state fatte, in questi ultimi anni, molte
strade interpoderali.
Adesso è possibile raggiungere, in breve tempo, ogni angolo
del territorio matriciano, al quale era stato dato (e conserva
tuttora) un nome, che metteva in evidenza qualche caratteristica
della terra stessa.
(Es: "Pincer" da "pinc" = "tegole",
o "Coll d l'iep" ="Colle delle api",
o "Font la donn" = "Fonte della donna", ecc.)
Oggi Matrice non è più la "città matrice",
"città capoluogo", ma un tranquillo paesello,
come ce ne sono tanti nel Molise, dove la gente, quella poca rimasta,
si dedica non solo all'agricoltura, ma a tante altre piccole attività.
Una buona parte, ora, laureata, diplomata o solo specializzata,
tutti i giorni, si reca a Campobasso, negli uffici, nel tribunale,
nell'ospedale o, semplicemente, nelle officine o nei negozi; conduce,
insomma, una vita modesta e dignitosa.
Restano in paese solo il fornaio, i baristi, la farmacista, il
dottore, i dipendenti comunali, gli operatori ecologici, le persone
anziane che, sedute sulle panchine davanti ai bar, giocano a carte
e le vecchiette, che si scambiano le notizie, mentre vanno alla
fontana o si recano in chiesa, per il rosario e i bambini, che
giocano a nascondino o col pallone, nelle strade, se le scuole
sono chiuse.
Il paese fruisce del corso completo delle scuole dell'obbligo,
mentre, per gli istituti superiori, i giovani devono raggiungere
Campobasso.
Matrice è provvisto di un solo ufficio sanitario, di un
medico condotto, di una farmacia e dell'ufficio postale.