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...Matrice, terra in contado di Molise, in diocesi
di Benevento.
E' situata in luogo montuoso, ove respirasi buon'aria e trovasi
lontana da Campobasso miglia tre circa. Il territorio è atto,
però, alla semina del grano, ed alla piantagione delle vigne.Vi
sono dei buoni pascoli, facendo quegli abitanti negozio di animali
vaccini e pecorini.Vi è pur della caccia di quadrupedi e
di volatili, secondo le proprie stagioni.
I suoi naturali ascendono a milleduecento (1200), per la massima
parte addetti all'agricoltura e alla pastorizia.
Hanno due monti frumentari, per soccorrere nella semina li poveri
coloni.
La tassa del 1532 fu di fuochi 141; del 1545 di 149; quella del
1561 di 161;
del 1595 di 173; del 1648 di 164; e del 1669 di 90.
Si possiede dalla Famiglia Pacca di Benevento, con titoli di "MARCHESATO".
N.B.
FUOCHI = Nuclei famigliari; gruppi di persone che si riunivano intorno
ad un camino. (un fuoco)
MONTI FRUMENTARI = Enti di assistenza, trasformati
poi in prestanze agrarie. Istituzioni economiche e di beneficenza.
Matrice terra nella Provincia del Contado di Molise
ed in diocesi di Benevento, situata in mezzo ad un monte, d'aria
salubre, e nella distanza di tre miglia dalla città di Campobasso,
che si appartiene alla Famiglia Pacca di Benevento, con titolo di
"Marchesato".
In questa terra sono da notarsi una Chiesa Parrocchiale, due pubbliche
chiese sotto i titoli di Santa Maria della Libera e di Sant'Antonio
di Padova;
Una Confraternita Laicale sotto l'invocazione del
Sacramento; e due monti frumentari per sollievo de' coloni bisognosi.Le
produzioni poi del suo terreno sono vettovaglie di vari generi:
frutti d'ogni sorta, vini buoni e pascoli eccellenti per bestiami
sì grossi, come minuti.La sua popolazione finalmente ascende
a millequattrocentotrenta (1430), sotto la cura spirituale di un
Arciprete.
Una discesa…Orizzonte spazioso, aperto. Coltivazioni
a cereali, in pendio dolce.
Una festa di colli a sistema degradanti, in valle tortuosa che si
slunga giù, oltre San Giovanni in Galdo.
Dopo giravolte e ghirigori, godendo sempre orizzonte vasto con frastagli,
gobbe e macchie festose, si entra nel paesino di abitanti duemilacentocinquantatre(2153)
altitudine m.680.
Comoda e abbastanza strada, fiancheggiata da buoni marciapiedi.
Tutto il paese è munito di fognature.
Una graziosa e ben modellata Cerere di bronzo si
pavoneggia sopra una fontana, la quale da due mascheroni, due teste
di Satiri, fornisce all'abitato ottima acqua. Di fronte una gran
vasca in pietra abbevera le bestie e, dietro, alimenta un lavatoio,
pure in pietra con lastroni scannellati a piano inclinato, per istropicciarci
i panni.
Un'alta piramide quadrangolare, in pietra bianca, ricorda i suoi
caduti in guerra.
Lungo e valido muraglione (visibile dalla ferrovia, venendo da Termoli,
prima di giungere alla stazione) trattiene minacciosa frana a nord
e a nord-est.Oltre la parte bassa dell'abitato, l'agro si fa lieto
di prosperi oliveti e vigne. Lontano, a sud e a sud-est caligine
e, appena accennati come da sapiente sfumatura, i monti.
Da un molino elettrico, presso la Stazione Ferroviaria (Ditta F.lli
De Angelis).
A tre chilometri da Matrice, trovasi Santa Maria della Strada, stupenda
opera d'arte, che è monumento nazionale: antica chiesa abbaziale
del 1200, di cui varrebbe la pena di far la storia e discorrere
ampiamente, se non lo impedissero i limiti imposti a questo libro.
...E' situata su una redentissima collina, in posizione
ottima ed in aria salubre, tali da renderla un luogo di villeggiatura
estiva, se i suoi abitanti, con uno spirito di iniziativa maggiore,
sapessero attirarvi il concorso dei forestieri.
Il clima di Matrice è mite, vario, ma privo di sbalzi improvvisi
di temperatura, dannosi alla salute;
D'inverno il termometro difficilmente si abbassa a temperature rigide
e d'estate, dati i venti freschi e l'elevazione, non raggiunge mai
calori eccessivi, tali da rendere ingrato il soggiorno in questo
piccolo comune.
Il territorio, pur essendo montuoso, è quasi
totalmente coltivato e produce, in quantità considerevoli,
grano, granoturco, uva, olive e frutta d'ogni qualità.Forse
la tenace e rude volontà di quegli agricoltori è tale
da supplire, con un lavoro più intenso, alla scarsa produttività
del terreno.
Attraverso il territorio del comune passa la Ferrovia
ed una strada carrozzabile, che conduce a Campobasso, distante 11
chilometri.
Vi sono diversi frantoi per la lavorazione delle olive e vi si trovano
anche fornaci di laterizi e produttori di miele.
Dalla storia delle prime origini della vita dello sviluppo di Matrice,
attraverso il tempo, nulla di preciso sappiamo, ma solo alcune notizie
incerte ed oscure, cui si mischiano i racconti della tradizione.
Ad ogni modo, il fondamento storico di queste notizie
è così debole che è meglio non riferirle, tanto
più che ci si trova dinanzi alla impossibilità di
fare una distinzione netta tra storia e creazioni della fantasia
popolare, tra vero e falso.
Iniziamo dalla Stazione di Matrice, là dove
la strada statale 157 affronta le facili rampe di Colle Melaino,
sulle cui pendici tre folti distinti macchioni di pini si atteggiano
a diademi silvani.
L'altura del colle concede al passeggero di poter ammirare un paesaggio
ampio, così ampio, che viene il desiderio di bisticciarsi
(se fosse possibile) con l'infinito e dirgli che proprio non è
il caso di ostentare, in un solo momento, tanta dovizia di immagini.Lo
sguardo, nel suo girotondo, va dal Matese alla Maiella, alle brume
dell'Adriatico, alle colline delle Puglie, alle montagne dell'Irpinia;
e si ha la netta sensazione di ritrovarsi al centro di orizzonti
che, sembra, stiano pavoneggiandosi, in una mostra ontologica, densa
di tempo e di silenzio.
E...una volta sulla strada, si è sollecitati ad andare, vedere,
scoprire e,... sulla destra, appare difatti, come ritratta dall'alto,
la chiesina di Santa Maria della Strada, da tenere nel palmo della
mano: E' un viatico e un augurio. Sembra quasi strano che la chiesa
possa essere sorta in questa conca, ove biancheggia solo qualche
casina di contadini e dove i campi appaiono piuttosto avari.
Il terreno, tuttavia, nella sua dolce e digradante ondulazione,
è arato di fresco, pettinato quasi e qualche vigna, cui fanno
da sentinella ciuffoni di canne, ancora verdi, ostenta i suoi filari,
come una timida e modesta parata.
Non sembrerebbe un luogo di meditazione, eppure lo è.
Da "Itinerari" di E. Spensieri
DICHIARAZIONE DI NOTEVOLE INTERESSE PUBBLICO
DELL'INTERO TERRITORIO DEL COMUNE DI
MATRICE
IL MINISTRO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI
Vista la legge del 29 giugno 1939, n.1497 sulla
protezione delle bellezze naturali;
Visto il regolamento 3 giugno 1940, n.1357, per l'applicazione della
legge predetta; ecc. ecc. ecc.
Considerato che il territorio del Comune di Matrice possiede notevoli
valenze ambientali e architettoniche poichè si presenta con
una morfologia mossa e varia, costituita da colli e valloni segnati
da piccoli corsi d'acqua a regime torrentizio, dolci distese pianeggianti,
antiche stradine interpoderali, visibili anche a distanza, nel loro
snodarsi tra ombreggianti filari di querce, cerri e olmi e l'antropizzazione,
ancora parziale, è mitigata dalla presenza diffusa di aree
boscate, determinando un tipico paesaggio rurale con coltivazioni
miste: significativa risulta la presenza dell'antico tratturo "Taverna
del Cortile-Centocelle" che si snoda per una larghezza di circa
50 metri, per alcuni chilometri e dell'antico e noto complesso monumentale
romanico di Santa Maria della Strada, posto su un rilievo dominante
una vallata che conserva quasi inalterate connotazioni di notevole
pregio ambientale,
caratteristico appare anche l'ambiente urbano del centro abitato,
di origine medievale, la cui parte più antica conserva ancora
l'originaria conformazione urbanistica, che ha nella Chiesa Madre
e nel Palazzo del signore i suoi punti nodali, con alcuni palazzi
signorili, edifici religiosi, un'architettura che, seppur in parte
manomessa o lasciata in abbandono, è ancora arricchita da
opere artigianali quali portali, mensole, stipiti, scalinate ringhiere;
Considerato che la suindicata soprintendenza con la nota n.534 del
18 gennaio 1989 ha reso edotto l'assessorato all'urbanistica della
Regione Molise delle valenze ambientali di alcuni comuni fra i quali
quello di Matrice, richiedendo altresì l'avvio della procedura
per l'imposizione del vincolo;
Considerata la necessità e l'urgenza di provvedere alla tutela
del territorio comunale di Matrice, ai sensi della sopracitata normativa;
Considerato che il vincolo comporta, in particolare, l'obbligo da
parte del proprietario possessore o detentore a qualsiasi titolo
dell'immobile ricadente nel territorio vincolato di presentare ai
competenti organi della Regione Molise, per la preventiva approvazione,
qualunque progetto di opere che possano modificare l'aspetto esteriore
del territorio stesso;
DECRETA
L'intero territorio del Comune di MATRICE, in provincia di Campobasso,
ha notevole interesse pubblico ai sensi della legge 29 giugno 1939,
n.1497, art.1, comma terzo, ed è quindi sottoposto a tutte
le disposizioni contenute nella legge stessa ed a quelle previste
in applicazione del decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno
1977, n.616.
Roma, 4 gennaio 1991
Il Ministro: FACCHIANO
Dalle descrizioni di “Matrice negli anni”,
si evidenzia come a Matrice c'erano: aria salubre, ottima acqua,
buon'aria, veduta ampia e suggestiva, orizzonte spazioso e aperto,
redentissima collina, ecc....
e oggi, com'è questo paesello?
Matrice non è cambiato di molto:
é sempre alle falde del Monte Cerreto (chiamato così
perchè anticamente ricoperto da tanti cerri), a quota m.671
s.l.m. ma è possibile raggiungere anche gli 809 metri nella
località "lu mont" (il monte) e circa m.900, nella
località "Coll Mlain" (Colle Melaino), sulle cui
pendici le pinete offrono, ancora, ombra e frescura.Il territorio
matriciano confina con quello di Campobasso, con Ripalimosani, Montagano,
Petrella Tifernina, con Castellino sul Biferno, Campolieto e San
Giovanni in Galdo e, con tutte queste località, si collega
abbastanza agevolmente; la viabilità primaria è costituita
dalla S.S.157, che la collega con Campobasso (distante solo una
decina di chilometri), dalla S.S. 87, che porta a Termoli e dalla
S.P. Galdina n.56, che porta a San Giovanni in Galdo.
Il paese dista Km.70 da Isernia, Km.173 da Napoli e Km.273 da Roma,
quindi, è facilmente raggiungibile, sia in macchina, che
in treno.Infatti il comune dispone, anche, della Stazione Ferroviaria,
che dista dal centro solo due chilometri.
Il territorio matriciano, montuoso-vallivo-collinare, è ricoperto
da folti boschi (che danno legna da ardere e favoriscono la lavorazione
artigianale del legno) e da freschi pascoli (che alimentano l'attività
del piccolo allevamento del bestiame, come mucche e pecore).
I corsi d'acqua sono tutti a carattere torrentizio, come il Vallone
di Piano Molino e il Rio, le cui acque confluiscono nel vicino Fiumarello.
L'acqua è sempre buona, anzi va ricordato che Matrice è
ricca di acque sorgive, che possono essere attinte presso le fontane
rupestri di "Fonte Murata", "Cialandrea",
della "Cornacchia",
del "Sambuco", acque salubri e non ancora inquinate.
Il clima è caratterizzato da inverni abbastanza rigidi ed
estati non troppo calde e ventilate, un clima asciutto e fresco,
che favorisce la coltivazione di grano, granoturco, orzo, avena,
frumento, ma anche ortaggi (patate, legumi, pomodori), alberi da
frutta, fra cui (noci, mandorle, fichi, mele, pere e ciliegie),
oliveti, che danno un buon olio e vigneti, che permettono la produzione
di un buon vino:
"lu cirasuol"e “la ricercata Tintiglia”
A Matrice, ancora oggi, a quota 900 metri, in Contrada
Colle Melaino, si può respirare aria salubre e di li guardarsi
intorno, fin dove l'occhio può spaziare e attardarsi nelle
pinete, che offrono ancora, come una volta, frescura e pace,
Si sa che il progresso e il benessere economico portano guai, quali
l'inquinamento dell'aria, della terra, delle acque, guai, quali
l'alienazione e l'ansietà; in compenso Matrice ha conservato
pressoché intatti gli aspetti dei suoi territori, l'aria
salubre, l'acqua buona e il carattere della sua gente semplice e
cordiale.
E' un prezzo, comunque, che, anche se pagato con la povertà,
vale assai di più di tutti i cosiddetti vantaggi del benessere.
I matriciani sono sempre stati e sono, tuttora, semplici, gentili
e ospitali, instaurano con il forestiero e con l'ospite sempre un
buon rapporto.
A questo proposito, va ricordato che a Matrice risiedono, ancora
oggi, diversi ceppi di famiglie, provenienti da paesi vicini (Gildone,
Jelsi, Cerce e Riccia).
Negli anni Sessanta, queste famiglie comprarono, ad un buon prezzo,
le terre lasciate dai contadini matriciani emigrati nelle Americhe.
Questi forestieri, chiamati amichevolmente "l circis",
sono stati coinvolti nella vita del paese e si sono ben inseriti
e, delle loro origini, forse, conservano solo i cognomi: Felice,
Mignogna, Passarelli, Petrella, Dato, Zurlo, Pietraroia, Zeoli,
Ciccotelli, D'Aversa, Laudo, ecc.
Matrice, un paese come tanti e, come ogni paese, ha le sue fontane.
I matriciani hanno voluto immortalare il lavoro della mietitura,
con una fontana, posta all'inizio del paese, "Salvatore",
tutta in bronzo, raffigurante un giovane, avente la zappa e la falce,
che mani vandaliche hanno asportato, qualche anno fa.
Questa fontana fu chiamata "Salvatore", perchè
salvava, dissetava l'arsura dei mietitori, di ritorno dalle Puglie.
(Si sa, infatti, che ogni anno gruppi di matriciani andavano nelle
Puglie a mietere il grano).
C'è un'altra fontana, sempre in bronzo (chiamata "Vittoria",
perchè costruita dopo la vittoria sugli austriaci 1915-18),
che è situata nella parte bassa del paese, nell'omonima "Largo
Vittoria".
A Matrice non è più in funzione il lavatoio-abbeveratoio,
di cui si aveva notizia in una delle precedenti descrizioni, perchè,
ormai, la donna matriciana lava in casa, con l'aiuto della lavatrice
e non c'è più tanto bestiame che, di ritorno dal lavoro
nei campi, ha bisogno di abbeverarsi, prima di rientrare nelle stalle,
anzi, queste sono tutte munite di un impianto d'acqua per abbeverare
e, anche, per la quotidiana pulizia dei locali.
L'ex abbeveratoio, da qualche anno, è diventato luogo d'incontro
per i giovani, che si attardano, durante le sere d'estate, discorrendo
e ascoltando musica, stando seduti sul muretto (unico pezzo rimasto
di quello che, un tempo, era stato "lu buvuratur").
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